Colletta Alimentare 2011

Colletta Alimentare 2011 - Io ci sarò!

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martedì 1 settembre 2009

Materiale in trasformazione

Idee pratiche per il recupero, riutilizzo e riciclo di materiali da cassonetto. E chi è più creativo più risparmia!
di Simone Libralato



Non occorre necessariamente rovistare nei cassonetti! I negozi di materiali per la casa hanno molti prodotti in esemplari singoli che usano come campioni da mostrare ai clienti. Per stare al passo con cambi dei gusti e delle richieste (la maledetta moda!) questi campioni vengono tuttavia cambiati frequentemente dalle ditte produttrici e i negozi si ritrovano con esemplari singoli di cui devono libersarsi. Richiedeteli in regalo prima che finiscano in cassonetto! Come usare prodotti che, anche se perfetti e nuovi, sono esemplari singoli diventa successivamente un ottimo esercizio di creatività.

Ecco una proposta: trasformare semplici piastrelle da pavimentazione in appoggi per le pentole calde. Basterà chiedere (o trovare in qualche cantiere) alcune piastrelle-campione (1), fare dei piccoli piedini antistrucciolo e antistriscio con delle gocce di silicone ai quattro angoli (2), et voilà, avrete il vostro simpatico poggiapentole (3)! Ovviamente per i più creativi si può andare oltre e pensare di decorare il poggiapentola a piacimento! Divertitevi!

Sostenibilità: una finestra sull’Aquila post terremoto

Intervista ad Annalisa Taballione, ingegner-architetto aquilano, per una chiacchierata sostenibile sulla ricostruzione della città dell’Aquila.

di Pietro Parisse


6 aprile 2009. Una data che rimarrà a lungo impressa nella mente di ogni aquilano. Esiste ormai una linea di demarcazione netta tra un prima ed un post terremoto che lascia al passato il ricordo e le sicurezze di una città e che pone al presente domande, dubbi, incertezze insieme al desiderio di ricominciare, ripartire, ricostruire...

ricostruire al di la’ del sentirsi fortunati perché sopravvissuti, ricostruire al di là del superamento dell’emergenza immediata, ricostruire per restituire agli aquilani una città migliore...

Ma è davvero possibile che tutto questo avvenga?

Un gruppo di giovani tecnici aquilani crede a questa possibilità ed intorno a questa possibilità sta sorgendo una fucina di idee progetti iniziative che si fondono nel progetto del Collettivo99.

Complice il desiderio di rincontrare amici di sempre e di godere della loro presenza e grazie all’interesse del gruppo Volentieri, ora a 4 mesi dal sisma da giornalista improvvisato e da aquilano trapiantato a Trieste mi trovo con Annalisa del Collettivo99 per una chiacchierata sostenibile sul loro progetto di “riconversione oltre la ricostruzione”.

Che cos’è il Collettivo99?

Collettivo99 è un gruppo di tecnici aquilani under 40, specializzati in differenti ambiti scientifici e letterari, che si sono riuniti pochi giorni dopo il sisma del 6 aprile per lavorare insieme alla ricostruzione dell’Aquila, per dare un contributo effettivo alla comunità attraverso competenze multidisciplinari e con la “freschezza” di punti di vista giovani. La parola “collettivo”, che non intende fare alcun riferimento politico, contrariamente invece a quanto alcuni vogliono credere, sta ad indicare semplicemente la condivisione di idee e la provenienza variegata di ambiti e specialità differenti. Il numero 99 è chiaramente un riferimento esplicito alla storia della città, storia dell’architettura, della società, dei valori aquilani.(ndr. La leggenda narra che la città dell'Aquila venne fondata dai 99 principi e baroni della zona, ognuno dei quali impose la costruzione di una propria chiesa, una propria piazza ed un proprio palazzo all'interno della nuova città).

Quali sono gli obiettivi che il collettivo99 si propone e come opera?

Collettivo99 lavora ormai da circa quattro mesi all’elaborazione di un masterplan per la ricostruzione della città dell’Aquila, in un’ottica legata alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale, alla sicurezza antisismica, alla produzione alimentare locale, all’uso razionale e consapevole del suolo, alla produzione di energia da fonte rinnovabile. L’applicazione di questi principi renderà certamente la città contemporanea, in una nuova veste architettonica e tendente alla valorizzazione del patrimonio locale, senza timori dovuti all’assoluta conservazione dei luoghi e di cimeli imbalsamati, ma con approccio critico e sostenuto da criteri di integrazione. Il gruppo è organizzato in vari ambiti disciplinari ognuno dei quali è coordinato da un referente; i differenti ambiti lavorano autonomamente e periodicamente si confrontano tra loro portando avanti un lavoro comune e condiviso.

Cosa significa sostenibilità nella ricostruzione?

La definizione di “sviluppo sostenibile” data da WCED – World Commission on Environment and Development – in occasione della Conferenza Mondiale sull’ambiente e sullo sviluppo dell’ONU è: sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Il concetto è assolutamente vasto: si considerano principi legati all’economicità degli interventi, alle conseguenze sociali che essi inducono, a quelle ambientali ed ecologiche; proprio per questo motivo non credo che una città sostenibile sia la somma di migliaia di edifici sostenibili, ma penso che essa la si renda tale se la si progetta interamente e nella sua complessità secondo specifici criteri che considerino quei concetti di cui si parlava. Sostenibilità nella ricostruzione significa progettare una città vivibile e sicura: occorre rivedere e riprogettare le infrastrutture esistenti, proporre una viabilità nuova sostenibile, pedonale e ciclabile, attraverso appositi percorsi di riqualificazione della città territorio; occorre integrare nel sistema gli interventi del Piano C.a.s.e., appoggiati su zone scelte apparentemente solo per il basso rischio idrogeologico, senza evidenti soluzioni ai trasporti, ai collegamenti viari, alla mobilità locale; occorre perseguire la prevenzione, ricostruire secondo criteri di sicurezza antisismica e fornire alloggi sicuri alla popolazione; produttrice di energia ed eco-compatibile: occorre individuare specifiche isole produttrici di energia attraverso l’installazione di sistemi di conversione delle fonti alternative, accumulo dell’energia prodotta ed erogazione della stessa in modalità tecnologiche innovative, realizzare impianti urbani per il teleriscaldamento e più in generale sistemi a risparmio energetico ed a ridotto consumo; il singolo edificio non può più essere un’entità energivora ma deve diventare luogo di produzione energetica per il singolo utente e la comunità. Bisogna incentivare l’utilizzo di materiali innovativi eco–compatibili, la raccolta differenziata, il riuso ed il riciclaggio; a norma di legge: la ricostruzione deve adeguarsi alle normative vigenti in tema di risparmio energetico ed implementare, dove e quando possibile, le prestazioni energetiche del singolo edificio; in tal senso la città deve rivedere i propri regolamenti interni recependo le direttive comunitarie e nazionali e lavorando all’adeguamento delle stesse nel proprio ambito socio – culturale, ambientale, climatico;

tendente alla produzione alimentare locale attraverso sistemi di filiera corta: l’uso razionale del suolo non

progettato deve consistere nella

messa in produzione dello stesso, garantendo alla città

l’ottenimento dei frutti della propria terra, in un’ottica legata al rilancio dell’economia e dell’occupazione locale;

contemporanea: la nuova città deve rispondere alle esigenze di una comunità che si affaccia al terzo millennio, abbandonando tendenze obsolete ed aprendosi alla digitalizzazione dei sistemi, della comunicazione, delle relazioni.

Perché una ricostruzione sostenibile? Quali sono i costi/vantaggi di una ricostruzione sostenibile?


Una ricostruzione sostenibile per rendere più vivibile la città e ricostruire senza arrecare danni all’ambiente ed all’economia. Fino ad oggi non si è mai tenuto conto di questi aspetti, con conseguenze ancora poco visibili a L’Aquila in cui l’effetto isola di calore urbano non è molto evidente per le dimensioni relativamente ridotte dell’insediamento ed il clima rigido locale; ma, in vista dei progressivi cambiamenti climatici, risulta necessario prevenire e la ricostruzione si presenta come (tragica) occasione per risolvere problemi di inquinamento da usi civili, ottimizzare le reti urbane ed individuare sistemi produttori di energia da fonti alternative. Purtroppo la città vive il suo anno zero, ma abbiamo le competenze per trasformarla in una realtà all’avanguardia, laboratorio urbano per sperimentare tecniche innovative da applicare in loco. Il costo di tutto ciò è convincere amministrazioni e popolazione! L’introduzione di sistemi di produzione di energia da fonte rinnovabile a scala urbana ha certamente alti costi di acquisto materiali e installazione, a fronte di minimi costi di gestione, ma ammortizzabili dall’incentivazione statale per mezzo di Conto Energia, Certificati Bianchi e Certificati Verdi; i benefici che la città trae riguardano certamente l’impiego occupazionale nel settore e l’introduzione di nuove modalità di profitto. Per ciò che concerne la ricostruzione totale del singolo edificio il supplemento economico dell’investimento è irrisorio rispetto alla spesa complessiva: il danno è però a monte, in quanto negli indirizzi per la ricostruzione emanati finora sono totalmente assenti rimandi al risparmio energetico ed all’implementazione energetica dei nuovi involucri. Per le ricostruzioni parziali, invece, la spesa è chiaramente maggiore: anche in tal caso però manca il giusto sostegno statale e locale che spingerebbe il singolo proprietario a valutare interventi aggiuntivi se incentivato economicamente con appositi fondi.

Uno degli obiettivi è la costituzione della Carta dell’Aquila sulle città sostenibili del terzo millennio, che cos’è? Ci sono già degli esempi di città sostenibili?

Text Box: Foto di Laura MariottiLa Carta dell’Aquila è un documento condiviso nell’ambito della Conferenza dei Comitati che contiene le linee guida per la ricostruzione della città e la sua conversione in città sostenibile: i punti cardine sono sette ed ognuno di questi sarà in futuro ampliato ed approfondito attraverso ulteriori sottopunti che affronteranno dettagliatamente le tematiche specifiche. I punti racchiudono in poche righe i concetti fondamentali che, a nostro parere, vanno presi in considerazione e concretizzati per la ricostruzione della città: in particolare il primo punto evidenzia la necessità di stilare un documento strategico condiviso da tutti gli attori in gioco che indirizzi sulle modalità di azione e gestione ad ogni scala, al fine di proporre una pianificazione territoriale di riferimento ed evitare interventi incontrollati e dannosi; gli altri punti approfondiscono temi legati al consenso ed alla partecipazione dei cittadini, alla trasparenza del processo, alla sicurezza antisismica delle nuove costruzioni ed all’innovazione tecnologica, alla valorizzazione della città territorio ed alla contemporanea esigenza di trasformazione, alla tutela del patrimonio storico, artistico e culturale; ciascun tema è comunque indirizzato alla salvaguardia ambientale, alla riduzione dei consumi ad ampia scala ed alla produzione di energia da fonti alternative. Esistono città che hanno quartieri, reti o edifici sostenibili: noi crediamo che L’Aquila abbia l’occasione per diventare la prima città europea sostenibile.

Che cos’è l’atto critico di progetto?

E’ il modo corretto, a parere nostro, per intervenire sul tessuto storico della città, e più in generale su tutto l’esistente: crediamo che non sia valida la mera conservazione a priori, il falso storico né tanto meno il dov’era – com’era indifferenziato, ma che il costruito vada analizzato, studiato e decomposto caso per caso conseguendo la catalogazione dei valori storici e architettonici che il tessuto dentro le mura (e non solo) porta in sé, la valorizzazione degli stessi se in determinati stati di conservazione e la possibile loro trasformazione. E’ inoltre in itinere la ricerca di idonee soluzioni di integrazione di sistemi di produzione di energia in involucri di particolare interesse storico, perché crediamo che anche la contemporaneità di sistemi tecnologicamente avanzati possa valorizzare il contesto storico e sia oggi una prerogativa imprescindibile per la riduzione dei consumi energetici.

Ci sono già stati dei riscontri da parte delle istituzioni alle proposte del collettivo? Si sono ottenuti dei risultati?

Le amministrazioni locali sono state invitate agli incontri ed alle Conferenze sin dai primi giorni dopo il sisma e hanno partecipato, per la maggior parte, con grande interesse all’attività

di Collettivo99, mostrandosi disponibili a sostegni di vario genere, dalla messa a disposizione di locali per lavorare al progetto a confronti verbali per la condivisione delle idee; mancano però tuttora proposte concrete che coinvolgano il Collettivo99 e gli altri comitati cittadini spontanei nelle fasi della ricostruzione. L’unico invito effettivo è stato fatto dall’OCSE e dal Ministero del Tesoro per la partecipazione al tavolo di discussione sul tema della città. E’ curioso, per non dire deludente, constatare che enti di rilevanza nazionale ci diano un ruolo efficace, mentre a livello locale tutto tace.

In che modo si può essere più incisivi?

Il lavoro del Collettivo99 sarà approfondito e portato a conclusione, sostenuto da soluzioni reali alle molteplici problematiche in gioco: il progetto sarà messo a disposizione della città che deciderà se farne uso o meno. Giungere a questo obiettivo significa già, a nostro parere, ottenere un risultato più che positivo. In ogni caso è intenzione della Conferenza dei Comitati Cittadini istituire un tavolo tecnico in cui individuare le mansioni inerenti ciascun comitato, dalla pianificazione territoriale al progetto all’analisi delle dinamiche sociali fino a quelle economiche ecc., allo scopo di approfondire i singoli aspetti della ricostruzione in modo maggiormente tecnico e specifico. L’attività di Collettivo99 prosegue comunque nell’organizzazione delle conferenze tecniche di divulgazione del progetto e dei vari step di avanzamento, incontri iniziati all’inizio di giugno e che hanno già evidentemente segnato la forte riconoscibilità del gruppo di lavoro in città e la partecipazione degli altri comitati, dei cittadini e dei rappresentati delle amministrazioni locali.

Saluto e ringrazio Annalisa per le delucidazioni e spero che le informazioni da lei fornite possano essere utili per i lettori del Volentieri non solo per conoscere la situazione dell'Aquila ma anche per stimolare una riflessione sull'eco sostenibilità della loro città.

Per maggiori informazioni e/o sostegno al Collettivo 99 http://www.collettivo99.org/

Cuciniamo il pesce di stagione: la sardela

Il consumo locale delle specie pescate in Golfo di Trieste: buono, sostenibile ed economico! Buono perché la ricetta è consigliata direttamente da un esperto pescatore del Golfo, Sostenibile perché le specie non vengono trasportate per decine o centinaia di km, Economico perché riducendo il viaggio del pescato si risparmia! Ecco perché vi consigliamo le specie in base alle stagioni della loro pesca!

di Salvatore Pugliese e Marzia Piron


I triestini avrebbero sicuramente preferito una ricetta che riguardasse i sardoni (Engraulis encrasicolus), ma in questo periodo dell’anno sarà sicuramente più utile riportarne una sulle sardine (Sardina pilchardus). Prima di tutto siamo sicuri che i locali avranno già degustato i sardoni in tante diverse preparazioni! Secondo, con l’arrivo dell’autunno e il primo raffreddamento dell’acqua i quantitativi di sardoni sbarcati dalle lampare diminuiscono notevolmente per lasciare spazio a considerevoli quantità di sardine. Il pesce della stagione!

La ricetta che vi scriveremo per apprezzare la sardina, però, non è originaria di qua ma del Sud Italia. Questa scelta per rendere merito ad una tradizione di pesca, che non ha avuto inizio sicuramente nel Friuli Venezia Giulia.

Avrete notato che nel corso dell’estate decine di luci si accendono ad illuminare il Golfo durante la notte. Queste imbarcazioni, che si chiamano saccaleve (o lampare), illuminando la colonna d’acqua, consentono l’aggregazione di banchi di sardine e sardoni sotto le loro luci permettendone la cattura. Con i primi bagliori dell’alba le lampare rientrano presso il Mercato Ittico consentendo l’arrivo del pesce sui banchi delle pescherie già di primo mattino: pesce freschissimo e molto vicino al luogo in cui è stato pescato!

E’ lecita una riflessione in merito: il triestino non si dimentichi che può giovarsi di sardoni e sardine “a basso costo” anche nel mese di agosto grazie all’importazione dal Sud della tecnica di pesca della lampara. Nel mese di agosto, infatti, tutte le imbarcazioni a strascico sono soggette a fermo-pesca. Questo comporta che i quantitativi sbarcati di pesce azzurro (soprattutto sardina e sardone) diminuiscano drasticamente, alzando notevolmente i loro prezzi, come ad esempio succede nel vicino Veneto. L’aumento impennato del costo del pesce azzurro, ormai caratteristico del mese di agosto in molte regioni d’Italia, non colpisce così tanto Trieste proprio grazie alle lampare.

La ricetta che vi proponiamo è ideale per la preparazione delle sarde in questo periodo. Bisogna sapere, infatti, che nel mese di maggio, quando arrivano nel Golfo di Trieste, le Sarde sono un po’ più “grasse” e per questo è consigliato cucinarle alla griglia. Mentre nei mesi di settembre e ottobre si possono cucinare anche con l’olio, perché nel periodo autunnale sono un po’ più “magre”


Il pescatore vi consiglia la ricetta


Una ricetta per assaporare i prodotti di stagione del Golfo di Trieste!

di Salvatore Pugliese


Pasticcio di sarde x 6 persone

Ingredienti:

½ Kg di sarde

50 g di farina

6 uova

1 tazzina d’olio

1 ciuffo di prezzemolo

2 limoni

Sale


Spinare le sarde e lasciarle marinare nel succo di limone per almeno due ore. A parte rompere le uova e unirle alla farina con sale, pepe e il prezzemolo tritato. Amalgamare gli ingredienti e successivamente aggiungere le sarde all’insieme.

Preparare una padella con olio bollente e farvi dorare i due lati delle sarde.

E dopo… “Famme sapè ch’t’magn!!!”

La Rubrica di Philomena


Per rispondere alle tue domande su sogni e simboli

di Philomena


Cara Philomena,

ti scrivo perché vorrei sapere qualcosa in più di un sogno fatto tanto tempo fa e che ancora ricordo così nitidamente. Ecco:

mi trovavo in una zona desertica degli Stati Uniti da sola, quando all'orizzonte vedo profilarsi una nuvolaglia in veloce avvicinamento, era una mandria di bufali che mi stava venendo incontro a piena velocità. Ad un certo punto uno mi sta per investire con tutta la sua possanza fisica e i suoi centinaia e centinaia di chili, suscitando in me un senso di paura, ma ecco che prontamente lo prendo per la coda, lo faccio roteare sopra la mia testa e lo lancio lontano.....salvandomi la vita. Il bufalo comunque non muore, ma solo vola lontano.

Ti saluto,

Manu.

Cara Manu,

grazie per avermi mandato questo tuo sogno, devo dire che è molto emozionante per le sensazioni che si possono intendere.

Sai che, secondo il calendario cinese, questo è l’anno del bufalo. Simbolico, no?

Quello che spesso mi colpisce nei sogni è questa solitudine, o senso di solitudine, dal quale ci si sente completamente avvolti, quasi come un pesce in un’ampolla di vetro. Simbolicamente questo vuoto altro non è che il subconscio nel quale ci immergiamo a caccia delle emozioni e pensieri più profondi, che solitamente facciamo fatica ad accettare o riconoscere. Il subconscio ha queste dimensioni enormi, sembra quasi non avere confini. Altro elemento interessante è che ti trovavi negli Stati Uniti; identifichi un luogo o paese molto lontano, grande, straniero, come se questo mondo interiore nel quale sei entrata non ti appartenesse e pur non volendo ti sei introdotta. Direi quasi che il tuo subconscio sia per te un mondo estraneo da esplorare.

Si può dire che la parte iniziale del tuo sogno è dominato da due sensazioni: vuoto ed estraneità.

Tutto cambia all’improvviso perché una mandria di bufali ti corre incontro e suscitano in te un senso di paura. A volte le emozioni e i sentimenti ci fanno un po’ paura e ci danno la sensazione di essere investiti o travolti dalla loro forza ed energia, e noi ne siamo spaventati perché non sappiamo quello che può succedere e non siamo in grado di controllarli. Se ci pensi è una visione bellissima quella di una mandria di sentimenti che ti vuole investire. Ma tra questi sentimenti ed emozioni ci sono anche paure, o emozioni negative, che hanno intenzione di farti del male. Ma tu riesci a dominarle e a liberarti da questa paura o negatività, e nel fare questo sfoderi tutta la tua forza, la tua energia e la tua positività che ti permettono di salvarti.

Contrapponi una forza positiva ad una negativa, vincendo!

In più il tuo subconscio non vuole uccidere questo sentimento negativo, lo accetta come tutti gli altri, tenendolo a bada, perché bisogna accettare tutto di se, anche le parti non belle e imperfette. Alla fine del sogno i sentimenti che prevalgono sono forza e gioia.

Il tuo sogno è stato un grande viaggio interiore che ti ha portato dalla sensazione di solitudine alla pienezza interiore. Durante questo cambiamento hai scoperto la forza e la gioia. Quindi, mia cara lettrice, continua ad affrontare la vita con tutta questa forza positiva perché ti permetterà di ottenere sempre delle grandi vittorie e soddisfazioni.

(philomena.rubrica@gmail.com)

L’oroscopo sostenibile

Dell‘amore e della sostenibilità...

a cura di Ileancic e le Spinate

Ariete

Nella danza di coppia è importante che gli spazi dei partner siano rispettati reciprocamente, lo squilibrio nel ballo è infatti dovuto all’invadenza di uno dei due nello spazio dell’altro. Cari ariete, pensate la vostra vita un po’ come una danza quotidiana che per raggiungere serenità e equilibrio ha bisogno di lasciare libertà di movimento a tutti i ballerini in pista.

Toro

“Nel grande gioco dell’amore chi sa mettere in discussione se stesso può essere molto seducente” mi disse una volta una mia amica dopo una lunga discussione. Non aver paura di far emergere questo tuo lato, caro Toro, ma bilancialo con il senso critico e realista che ti caratterizza. E se in questo periodo della vita non ti affianca nessun altro essere umano, vai a vivere in un condominio solidale, potrebbe essere il posto giusto per mettere in pratica la considerazione della mia amica!

Gemelli

“L’ironia manda via la malattia” recitava un proverbio in uso nel Settecento nell’Italia meridionale.

Ti propongo Gemelli, di mettere in pratica queste parole usando le tue doti di intrattenitore per allietare gli altri e sollevarli dalle loro fatiche. E ricorda anche per te che è questa la ricetta per un’alta sostenibilità della vita!

Cancro

Caro Cancro in questo periodo di fine estate e inizio autunno ti do un consiglio quotidiano: provare a gestire nel modo più efficiente l’acqua potabile che ti è data a disposizione. Quest’esercizio può essere lo spunto per imparare a far fluire al meglio anche le emozioni che sono solite scandire le tue giornate.

Leone

“Sdrammatizzare la gravità del reggere il regno” lo diceva il consigliere del re sole nei momenti di crisi. Per questo caro Leone ti consiglio di cercare di pretendere meno da te stesso e dagli altri cercando di essere un po’ più autoironico. Questo è un modo per passare da pesi insostenibili a una vita in cui tutti gli elementi saranno più misurati.

Vergine

“Il disordine dà speranza, l’ordine nessuna” dice la Bambina filosofica di Vanna Vinci trovando all’interno del cassetto di biancheria intima una pietra preziosa. Vergine, non è mia intenzione consigliarti di togliere dal tuo carattere ciò che lo contraddistingue, ma ti suggerisco di lavorare suoi tuoi momenti di ordine maniacale magari per scoprire che a

volte le cose (e le persone) hanno bisogno di un posto e di un ambiente diverso. Ti suggerisco quindi di frequentare un po’ il Centro di Riciclaggio Creativo Remida in cui potresti sperimentare una nuova collocazione per gli oggetti.

Bilancia

“Viaggiar descanta ma chi parte mona torna mona” (detto veneziano). Caro Bilancia, il consiglio è di inserire nella tua vita degli imprevisti, accogliendoli e cercando di renderli parte della tua storia: non ricostituire sempre l’equilibrio in te predeterminato! Credo che una vacanza fuori stagione potrebbe essere il punto di partenza per metterti all’ascolto di te e degli altri.

Scorpione

In un film su una formica in crisi esistenziale che si interroga sul senso della vita, si dice “ questa è l’essenza di essere una formica: io sono insignificante, tu sei insignificante, ma insieme formiamo una colonia”. Scorpione, è molto faticoso primeggiare sempre, per cui pensa che a volte il vero successo è lasciare spazio agli altri. Questo nuovo equilibrio di energie potrà darti nuove idee e nuovi stimoli per arricchire i tuoi punti di vista. Una pratica che ti consiglio è quello di organizzare un piccolo orto biologico anche in terrazza o forse all’interno della tua abitazione, ci sono numerosi siti internet che danno consigli su come fare e da dove partire.

Sagittario

Recentemente una rivista femminile giapponese ha pubblicato un’intervista a un giovane uomo che aveva collezionato le mutandine di ben 150 delle sue partner occasionali, si ritrovava però al momento senza un rapporto stabile e un po’ in crisi esistenziale. Sagittario questa notizia ti sia da monito per prestare più attenzione agli aspetti meno effimeri dei rapporti cercando di tenerti stretto quello che di bello hai già tra le tue mani. Un consiglio sostenibile per te? Perché non provi ad indossare biancheria intima di canapa?

Capricorno

Capricorno, prenditi un giorno libero la prossima settima e regalati la possibilità di incontro. Siediti su una comoda panchina della tua città e mettiti all’ascolto delle persone che durante l’arco della giornata si siederanno a fianco a te. Ma attenzione dovresti cercare di non giudicare quello che ti viene detto ma prenderlo per quello che è.

Acquario

Compito per casa per l’autunno: scegli 5 tra le idee che ti sono venute in mente nell’ultimo mese e che per te sono le migliori che tu potessi avere. Di queste fanne una classifica: al quinto posto mettici l’idea più originale ma di difficile realizzazione, al quarto quella più costosa, anche perché dopo le vacanze sarà dura avere dei liquidi messi da parte, al terzo quella che analizzandola bene ti sembra di avere già letta da qualche parte, al secondo quella un po’ più brutta di quella che metterai al primo posto, che sarà invece la più originale, la meno dispendiosa e la più realizzabile di tutte le altre. A questo punto non devi far altro che metterla in pratica. Buon lavoro!

Pesci

“Nei tempi morti germogliano le idee”. Caro Pesci, non tentare di riempirti sempre con tante cose le giornate, ma lasciati tempo e spazi aperti. Sarà in questo modo che riuscirai a scoprire delle parti di te fino ad ora nascoste e troverai lo stimolo a mettere ordine puntando su nuove prospettive di vita, forse arricchendo con nuovi elementi la strada che stai già percorrendo




El canton del cruciverba


Atenzion! Tute le soluzioni xe in triestin! Ma se se stai atenti e bravi l’altra volta, troverè alcune definizioni uguali. Quindi, no lamenteve che xe tropo dificile!

di Stefano Salon (e...grazie Max!)


ORIZZONTALI

4. Panettiere.

6. Radicchio di primo taglio, molto piccolo.

7. Bigodini fatti con le foglie di mais.

8. Duro (“el xe duro come un XXXXXX”), ma anche senza valore (“no’l val un XXXXXX”).

11. Farabutto, furfante.

12. Miscuglio di latte e farina (si usa dire "te ga fato tuto un XXX" per esprimere "hai fatto un gran caos").

13. Serratura (“sera el XXXXX”).

15. Serpentello di campo.

17. Lavabo della cucina, acquaio. Si usa dire che uno ha una "XXXXX" quando ha una bocca molto larga.

18. Materasso.

19. Soprabito.

21. Fiammiferi.

22. Grande confusione. Da questo termine nasce il vocabolo XXXXXon, ovvero zabaione.

24. Quartier.

25. Miscuglio di latte e farina (grafia diversa dal 12 orizzontale…).

VERTICALI

1. Tiritera, discorso spesso lungo e noioso.

2. Le cispe degli occhi.

3. Sciocco, scemo.

4. Termine affettuoso per dire bambino piccolo, anche rivolto ad adulti (“valà valà XXXXXXX).

5. Tegola.

9. Lucertola.

10. Spinta.

12. Lavorare duro.

14. Fare o dire stramberie.

16. Bastonare qualcuno, picchiare.

17. Ferro per il caminetto.

20. Biglia (“una X’XXXXX e un botòn” significa poco o nulla).

23. Battuta di spirito.